Il Chiostro, n° 14

Published on January 31, 2026

Benvenuti e benvenute su Il Chiostro, la newsletter mensile rivolta alla comunità di alumnae e alumni della Scuola Normale, per rimanere in contatto con Pisa, condividere ricordi, conoscere i rispettivi traguardi e percorsi ed essere aggiornati/e sulle attività dell’Associazione Normalisti.

Il Chiostro è alla ricerca di collaboratori, anche occasionali! Se siete interessati/e, contattatemi all’indirizzo [email protected]

Se sei alla ricerca di collaboratori o collaboratrici, sentiti libero/a di contattarci: possiamo darti visibilità nei prossimi numeri di questa newsletter.

Condividi

In questo numero:
  • Il caso Almalaurea

  • Cerimonia dei diplomi: un intervento di Luigi Genoni

  • Notizie in breve da Pisa e Firenze


Il caso Almalaurea

Il 18 ottobre 2025, come ogni anno, la Scuola Normale Superiore ha celebrato l’inaugurazione del nuovo anno accademico. Nel corso della cerimonia sono stati giustamente sottolineati vari dei recenti successi raggiunti. Tra questi, si annovera la seguente dichiarazione, riportata testualmente dalla sezione “Normale news’’ di ww.sns.it: ‘‘Tanti i punti menzionati come indicatori positivi, dal 96% di studenti che hanno ottimi sbocchi professionali a pochi anni dal conseguimento della laurea…’’.

A prescindere da quale possa essere la definizione arbitraria di “ottimo sbocco professionale’’ (tiene in conto dell’afferenza al percorso di studi? oppure tiene conto della velocità di carriera? cosa sarebbe, di converso, un “pessimo sbocco professionale’’?), ad ogni scienziato sorge spontanea una domanda: da dove salta fuori quel 96%? Preso dalla curiosità, ho provato a darmi una risposta. Il nodo è stato sciolto, qualche mese dopo, durante la cerimonia di consegna dei diplomi: il dato viene dalle indagini di almalaurea.it, sito che raccoglie dati e statistiche rilevanti da tutti gli atenei italiani e aiuta i laureati ad approcciarsi al mondo del lavoro.

Vista la mia ossessione per la raccolta di informazioni (che vi sto costringendo a sopportare), almalaurea.it è diventato per qualche giorno il mio sito preferito, il che mi ha portato a scoprire informazioni molto buffe.

Innanzitutto, Almalaurea ha iniziato a pubblicare informazioni sulla Scuola Normale Superiore solo a partire dai laureati nel 2023. Questo è alquanto inusuale, in quanto la Scuola fa parte del relativo consorzio a partire dal 2015. Il problema sta nel fatto che le indagini pre-2023, nella forma accessibile al pubblico, non consentono di separare i profili di coloro che hanno frequentato una scuola superiore ad ordinamento speciale da quelli dei frequentanti l’ateneo generalista di riferimento (nel nostro caso, l’Università di Pisa).

Per permettere anche a voi di avere un quadro completo della situazione, allego i due file relativi alle analisi dati per i due anni disponibili: 2024; 2023.

Almalaurea fa compilare un questionario ai laureati di ogni livello (magistrali e triennali). Quindi, facendo riferimento a questi dati, bisogna tenere in conto che si sta parlando di un totale di solo 115 profili, a uno o due anni dalla laurea. Non c’è alcun dato relativo all’occupazione a 5 anni dalla laurea (quello più rilevante in quanto tiene in conto anche del termine del percorso dottorale).

Il 90,9% dei laureati 2024 e il 79.3% dei rispondenti laureati magistrali nel 2023 è occupato tramite una “Borsa o assegno di studio o di ricerca“, il che spiega l’elevata percentuale impiegata in “Professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione“, citata durante le prolusioni. Si tratta dunque principalmente di studenti/studentesse di dottorato e assegniste/i di ricerca. Meno del 10% di ogni annata ha un posto a tempo indeterminato o determinato, nessuno è un libero professionista. Tutto ciò non stupisce: le indagini sono iniziate da poco e nessun’annata ha ancora risposto alla seconda tornata di raccolta dati (che avviene a tre anni dal conseguimento del titolo).

Al fine di avere un’immagine trasparente e veritiera di quale sia la situazione dei Normalisti e delle Normaliste sparsi sul globo terracqueo, non posso che rinnovare il mio invito a creare un database pubblico e accessibile in cui sia possibile seguire gli alumni nella attraverso la loro carriera professionale. E per questo ci serve il vostro aiuto!

Esiste il gruppo LinkedIn dell’Associazione, che ho censito interamente, ma purtroppo la pubblicazione di dati senza il consenso degli interessati, anche se reperibili pubblicamente, mi esporrebbe a conseguenze legali non banali.

Quindi l’unica altra opzione è usare il portale Alumni: aggiornate i vostri profili! Sono quasi tutti vuoti! Non fate finta di niente, vedo i vostri indirizzi mail, so esattamente chi mi sta leggendo, tra cui anche svariati professori con cui ho dato esami.

Io sono il poliziotto buono, a oltre 1000km di distanza. Ma ricordatevi che a Pisa c'è Canciani…


Cerimonia dei diplomi: un intervento di Luigi Genoni

Luigi Genoni ha frequentato la classe di lettere e filosofia, diplomandosi nel 1998; attualmente è responsabile del competence center Linux di Noovle (gruppo TIM).

Ci tengo a ringraziare di cuore Luigi per il suo intervento, che è di seguito riportato integralmente. Il malfunzionamento riportato nel primo paragrafo è responsabilità mia: chiedo scusa, sto ancora imparando basi. Bado alle ciancie, la parola a Luigi.

Ho letto con curiosita' i discorsi degli allievi alla consegna dei diplomi ed ho provato a postare un commento, ma per qualche motivo non funziona il link con firefox/linux, per cui preferisco comunque scriverti, sperando che la mia forse esageratamente lunga riflessione possa aiutare qualche allievo.

Ammetto che, probabilmente per motivi generazionali, ho fatto una certa fatica a percorrere un testo farcito di *; sono ben consapevole della scelta sottesa a quest’uso, ne condivido gli scopi, ma, fedele ai miei maestri, reputo la lingua in primo luogo di per se stessa neutra e non vedo questo come un uso adatto allo scopo, soprattutto nella classe di lettere. Tuttavia cio’ mi porta ad affrontare il primo punto che ha attirato la mia attenzione, il problema della “socializzazione al maschile” e l’influenza che essa eserciterebbe sull’esame d’ammissione e successivamente sulla partecipazione ai seminari.

Sono consapevole che la Normale di oggi non e’ quella in cui ho studiato io; appartengo ad un periodo in cui la classe di lettere era composta, di anno in anno, in maniera all’incirca equa di ragazzi e ragazze, (di tutti gli orientamenti sessuali). I due decenni anteriori alla mia ammissione non erano stati da questo punto di vista differenti. Mi ha colpito leggere di una classe di lettere di 23 ragazzi su 28 normalisti. Nella Normale degli anni 90 e primi 2000 sarebbe stato inverosimile, indipendentemente dalla costituzione delle commissioni, indipendentemente dalla “socializzazione”. (il discorso sulle discipline steam e’ piu’ complesso e non sono in grado di affrontarlo)

Se il concorso d’ammissione e’ rimasto quello dei miei tempi, come probabile essendo questo tipo di procedure in SNS quasi irriformabili, il problema della disparita’ andrebbe probabilmente ricondotto in gran parte alla scuola secondaria superiore. Credo infatti che il miglior se non l’unico momento utile per intervenire sia a quel punto del percorso formativo, quando gli studenti sono piu’ fragili e vanno maggiormente sostenuti ed aiutati a capire come convivere e superare i propri bias, in piena accettazione della propria sensibilita’ e consapevolezza dei propri limiti caratteriali.

Faccio molta fatica a ritenere che il mio liceo classico, dove questi problemi non erano in alcun modo all’ordine del giorno, potesse conseguire risultati migliori da questo punto di vista rispetto alla scuola moderna. Sarebbe comunque utile una riflessione, per correggere il percorso la dove e’ necessario farlo.

E’ stato Claudio Giunta qualche anno fa a notare che chi affronta l’esame di ammissione in Normale ‘’non e’ innocente’‘, vuole dimostrare di essere migliore di tutti gli altri nel fare quello che ha deciso sara’ l’oggetto dei sui studii futuri. Non mentiamoci. Entrare in Normale costituisce un’implicita accettazione delle regole del gioco, seppure vi e’ modo e modo di essere “il migliore” e le regole non vanno, come mi pare di capire, male interpretate.

Modificare l’esame di ammissione eliminando la difficolta’ di affrontare una commissione neutra (quindi non ostile), sicuramente disempatica, ma imparziale eliminerebbe dalla valutazione la capacita’ di persone che si suppone mature di affrontare e superare le proprie difficolta’ emotive. La serenita’ e la maturita’ vanno costruite negli anni prima dell’ammissione; non si puo’ pensare di introdurre una facilitazione ad personam, che poi non sarebbe altro se non una forma di disparita’, poiche’ il criterio principe in SNS rimane il merito e senza merito non esiste SNS.

A margine qualche aziendalista potrebbe persino notare che neppure i colloqui di assunzione o le commissioni universitarie saranno in seguito poi tanto differenti, ma non credo siano esperienze davvero accostabili.

Non vorrei essere frainteso, situazioni di disagio fra i normalisti, soprattutto nel corso ordinario, ce ne sono sempre state. Ai miei tempi vi erano parecchi problemi di anoressia o di depressione, non ben diagnosticati, men che meno curati appropriatamente. Sono felice che in questi anni finalmente si sia tentato di portarvi la giusta attenzione. Non aver sofferto ed aver trascorso anni complessivamente felici in SNS non vuol dire non aver visto soffrire tanti cari amici. Il mio timore, alla luce di quel poco di esperienza che ho fatto, e’ che non siano del tutto corretti i termini in cui si vorrebbe inquadrare il problema.

La Scuola in fondo e’ come un piccolo paese, per cui non v’e’ nulla di strano se al suo interno si sviluppa una societa’ a parte, con dinamiche assolutamente peculiari. Succede in tutti i contesti simili.

Sarebbe ingeneroso comunque negare che quello che conobbi io era un mondo aperto. L’orientamento binario o non binario, per usare la terminologia che ho letto, non era minimamente un problema ne’ per la socializzazione fra studenti ne’ per il percorso di studii.

Perche’ mai avrebbe dovuto?

Se cio’ nel tempo e’ cambiato, andrebbe indagato come si sia arrivati alla situazione attuale. davvero vi e’ una responsabilita’ diretta sul modo con cui sono condotti i seminari?

I fenomeni sociali sono innanzi tutto determinati dalla comunita’ e questa e’ composta da ordinari e perfezionandi e dalla loro convivenza in collegio, a lezione e, per la classe di lettere, in biblioteca. Vi sono sempre stati studenti piu’ silenziosi durante i seminari, ed altri maggiormente ardimentosi, anche al limite, e’ il caso di dirlo, di uscirsene con vere e proprie castronerie. Pur sempre di studenti si tratta, e non di studiosi, nemmanco “giovani studiosi”. Nessun professore degno di questo titolo potrebbe mai fare alcuna confusione riguardo a questo dato di fatto.

Chi ho visto fare confusione, spesso, sono stati gli studenti stessi. Quanto malessere avrebbe potuto essere evitato proprio per questa spinta sociale che sorge, per cosi’ dire, dal basso e travolge tanti?

Mantenere una didattica di altissimo livello e’ un dovere per la SNS, eppure credo vi sia spazio per alcuni ripensamenti, che non andrebbero in alcun modo a detrimento della elitarieta’ dell’istituzione, anzi la rafforzerebbero.

Quando ero al terz’anno, contemporaneamente alla doverosa reintroduzione della discussione di una tesi per il conseguimento del diploma, si apri’ la possibilita’ di riformare l’istituto del colloquio sostituendolo per gli studenti del primo anno con un esame di carattere (piu’) formativo. Il voto dell’assemblea degli studenti era dirimente ed all’epoca votai contro tale possibilita’. Appartengo al vecchio ordinamentto, quando in lettere classiche ci si laureava con ventuno esami: all’inizio del terzo anno mi mancavano in tutto non piu’ di due o tre esami all’universita’ ed avevo superato quella sensazione che tutto fosse superiore alle mie forze che mi aveva accompagnato per tutto il primo anno. Ci avrebbero poi pensato il mio relatore di tesi e soprattutto il giovanissimo suo assistente cui mi aveva affidato a farmela tornare ed a far si’ che non me ne dimenticassi mai piu’.

Oggi, a distanza di tanti anni passati portando avanti i miei sia i miei studii originarii sia confrontandomi colle materie esotiche che ho dovuto approfondire in seguito, penso che sia stata un’occasione persa. Non so se si sia mai presentata negli anni successivi la possibilita’ di cambiare il rito del colloquio, attenuandone al primo anno il carattere di iniziazione, al fine di rendere piu’ agevole e morbido per gli studenti l’approccio alla ricerca ed agli strumenti della ricerca, dotandoli in principio di basi piu’ solide per sopperire ai bisogni ed alle carenze dei singoli individui. Lasciare tutto cio’ sin da principio alla mera buona capacita’ formativa dei singoli professori e’, posso ormai dirlo, sbagliato.

Anche qui e’ necessario io sia onesto, nei miei ricordi provo profondo affetto per alcuni professori che sapevano svolgere con umanita’ e competenza sin da principio questo ruolo di guida. Purtroppo ho anche ben presente taluni ricercatori e soprattutto perfezionandi che avevano difficolta’ nell’avere un rapporto con chi non avesse superato lo scoglio iniziatico del primo anno.

Andrebbe avviata una riflessione profonda su come ristrutturare il primo anno in SNS nella classe di lettere.

Leggo che gli studenti ricevono un buon supporto psicologico, ne sono felice. E’ un’importante innovazione. Occorrebbe tuttavia non confondere i problemi della didattica con quelli della vita sociale dei Normalisti.

La competizione ed il sentirsi misurati in base alla propria produttivita’ sono due elementi che permeano il corso ordinario ed hanno caratterizzato anche i nostri anni presso la Scuola. Purtroppo la mia esperienza mi ha insegnato che cosi’ rischia di essere amaramente la vita. Se accettare tutto questo ed in che misura farlo, resta purtuttavia facolta’ di ciascuno.

Qui sta davvero il punto.

La Normale e’ fondata sul merito, ma leggo un’incredibile confusione su cio’ che esso sia veramente.

Innazi tutto, mi permetto una battuta, nessun normalista e’ mai morto per non aver avuto solo 30 e lode sul libretto o persino essere stato buttato fuori ad un esame. Al contrario, e’ terapeutico.

In secondo luogo, nemmeno negli studi filologici ormai la conoscenza procede senza un lavoro di equipe, ovvero il progresso e’ determinato dal dibattito e dal confronto. Se gli studenti interpretano il merito come competizione non solo sbagliano profondamente, ma si privano dell’unico strumento che davvero li potrebbe condurre poi a farsi strada nella vita, sia che entrino nel mondo del lavoro privato, soprattutto nelle grosse aziende, sia che restino nell’accademia. Parlo di quella capacita’ di far squadra che e’ l’unico vero requisito indispensabile per conseguire i risultati piu’ rilevanti e l’unica naturale protezione dalla sindrome dell’impostore. (cosa si intenda per squadra l’ho detto alla reunion, quando notavo che un buon capo richiede a tutti di esprimersi a modo proprio, unico deve essere in risultato perseguito insieme)

Il mondo del lavoro, e credo anche quello degli studii (soprattutto all’estero), ora come ora non sa che farsene di singoli individui sempre in gara. Chi sa maggiormente integrarsi col lavoro degli altri, portando il proprio contributo peculiare e personale, e’ chi poi andra’ piu’ avanti. Trovo estremamente ingiusto, sic et simpliciter, che i Normalisti della classe di lettere escano dalla scuola con un handicap simile.

Lo studio in Normale avvolge completamente la vita degli studenti. Va accettato se si vuole restare nella Scuola, senza possibilita’ di compromessi. E’ la regola fondamentale del gioco. Non e’ sancito da nessuna parte pero’ che debba essere una gara, o non si possano fare degli errori, anzi deve essere un cammino utile per affrontare prima o poi il proseguo della vita.

Rimane infine la questione dell’indirizzamento al lavoro. Per la classe di lettere si tratta di un tema molto complesso, proprio per l’infinita’ di percorsi possibili, non del tutto legati o addirittura assolutamente sciolti rispetto all’indirizzo di studio. Non credo la Scuola di per se’ sia in grado come istituzione di affrontare efficientemente la questione. Non e’ nei suoi scopo ed il contesto e’ troppo sfaccettato.

Un aiuto concreto puo’ darlo invece l’associazione Alumni. Siamo noi, sparsi fra le piu’ diverse professioni, i primi a dover prestare una mano. In questo senso la reunion e’ un evento prezioso. Andrebbe pero’ creato qualcosa di piu’ pervasivo a sostegno soprattutto di chi frequenta l’ultimo anno. Sono sicuro che tanti altri con me sarebbero disponibili a contribuire.

Non voglio tornare sui temi del mio intervento alla reunion, son gia’ stato troppo lungo, ma poco prima che terminasse la mia esperienza di dipendente della Normale Ambrosio mi avviso’ che stavo per “entrare in un mondo cui con ero preparato e che non era preparato a me”. Aveva ragione. Vorrei si potesse fare in modo che non sia necessariamente cosi’.

Che cosa ne pensate? Fatecelo sapere contattandoci ai seguenti indirizzi: [email protected] e [email protected]. Oppure, ancora meglio, pubblicate un messaggio con i vostri commenti nella bacheca della community alumni!


Notizie da Pisa (e Firenze)

Sono alla ricerca di un/a nuovo/a inviato/a speciale da Pisa (o da Firenze) per “il Chiostro”, idealmente un/a allievo/a ordinario/a. Purtroppo non ho ancora avuto successo, quindi fornirvi solo qualche notizia di prima mano e un piccolo riassunto di ciò che si può trovare sui canali social SNS.

  • Il budget preventivo 2026 della Scuola è stato pubblicato oggi su ‘‘amministrazione trasparente’’. Non avendo avuto il tempo materiale di studiarlo bene, non sono riuscito a trattarlo in questo numero. Per gli appassionati di contabilità (tutti e tre) o per chi è interessato a sapere quali prof. ristruttureranno i loro uffici o quanto spende la Scuola in patate, aspettate fino a fine febbraio.

  • La 24h di biliardino si svolgerà in aula Mancini tra il 28 febbraio e il primo di marzo. Se volete iscrivervi avete tempo fino al 20 febbraio per compilare il form che avete ricevuto alla vostra mail alumni.sns.it. Il prossimo numero de ‘‘Il Chiostro‘‘ verrà quindi pubblicato nel corso della prima ‘‘giungla’’, momento non indicativo per capire chi stia avendo la meglio. A meno che, a furor di popolo, non mi sia concesso da parte del Presidente di pubblicare il numero di febbraio la sera del primo di marzo, a evento concluso… Per chi ancora subisce la febbre del biliardino, vi ricordo che l’intera manifestazione (sì, tutte e 24 le ore) sarà pubblicata in diretta youtube con tanto di telecronaca e tracciamento della pallina sul canale apposito.

  • La classe di Scienze Politiche e Sociali ha lanciato una serie di “Lunch seminars“ che si dipanerà tra febbraio e giugno. Il primo evento vede la partecipazione di Iraklis Dimitriadis, avrà luogo il 3 Febbraio alle 13 a palazzo Vegni, Firenze, e tratterà dell’inserzione nel mercato del lavoro dei minori non accompagnati in Italia.

  • Il progetto Illume-4-Science, riguardante lo sviluppo di piattaforme di IA in ambito biomedico e coordinato dalla prof.ssa Giannotti, ordinaria di informatica, ha vinto un bando ERC proof of concept. Congratulazioni a tutte le persone coinvolte!

  • Il 3 febbraio in Sala Azzurra, per il ciclo di eventi “La Normale delle Idee“, interverrà Ignazio Visco, Governatore onorario della Banca d’Italia. L’evento si intitola ‘‘politica economica e intelligenza artificiale’’.

  • Il periodo tra gennaio e marzo in Normale corrisponde al periodo degli stage invernali per studenti e studentesse delle scuole superiori. Ad aprire le danze, la terza edizione dello stage “Scienziate di domani”, dedicato alla promozione delle materie STEM verso il pubblico femminile, si è appena conclusa. La prossima settimana sarà la volta dello stage di Fisica, il 15 febbraio inizierà quello di biologia, mentre quello di chimica partirà il primo marzo. Un grande in bocca al lupo agli allievi e alle allieve coinvolte nell’organizzazione e un grande grazie agli uffici amministrativi che rendono tutto questo possibile.


Se non siete ancora iscritti, vi invitiamo a completare l’iscrizione a questa newsletter per assicurarvi la ricezione di tutte le prossime pubblicazioni e per aiutarci nello sforzo di rilanciare l’associazione:

Scriveteci suggerimenti in vista dei prossimi numeri e per condividere i vostri ricordi degli anni trascorsi in Normale! Potete rispondere a questa mail o scrivere all’indirizzo di posta elettronica [email protected]

Il Chiostro è una newsletter di informazione dell’Associazione Normalisti. Alla realizzazione di questo numero hanno collaborato: Luigi Genoni, Antonio Lombardi e Alessandro Maserati

Grazie per aver letto Il Chiostro! Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi post e supportare il nostro lavoro.

Iscriviti ora