Il Chiostro, n° 19

Pubblicato il 30 giugno 2026

Benvenuti e benvenute su Il Chiostro, la newsletter mensile rivolta alla comunità di alumnae e alumni della Scuola Normale, per rimanere in contatto con Pisa, condividere ricordi, conoscere i rispettivi traguardi e percorsi ed essere aggiornati/e sulle attività dell’Associazione Normalisti.

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In questo numero:
  • In memoria del Prof. Antonino Cattaneo

  • Contributo didattico e concorso di ammissione: un intervento di Stefano Salvia

  • Notizie in breve da Pisa e Firenze


Prof. Antonino Cattaneo - In memoriam

La comunità degli ex allievi della classe di Biologia della Scuola Normale e l’Associazione Normalisti hanno appreso con grande tristezza della scomparsa di Antonino Cattaneo, Professore Ordinario alla Scuola Normale dal 2008 al 2024.

Per tutti noi il Prof. Cattaneo è stata una figura fondamentale nel nostro percorso di formazione scientifica alla Scuola Normale, dagli esami di ammissione, alle sue meravigliose lezioni in svariati corsi, alla sua guida come mentore nelle attività di ricerca.

Il Prof. Cattaneo aveva la capacità rara di spaziare tra ambiti molto diversi, di offrire prospettive sempre nuove, di trasmettere la propria passione e di insegnare a ragionare in maniera critica, formandoci su temi complessi e pionieristici della ricerca neurobiologica e non solo.

Il Prof. Cattaneo era anche un pilastro della comunità della classe di Scienze della Scuola Normale. Lo si poteva incrociare alla mensa o nei corridoi della Scuola, sempre con un saluto e un sorriso per tutti, e pronto a supportare gli allievi nelle questioni sia scientifiche che pratiche.

La sua passione e i suoi insegnamenti hanno toccato tutti noi in un modo o nell’altro e sono parte di quello che siamo oggi come scienziati e professionisti. Ci stringiamo attorno alla sua famiglia e ai suoi cari nel condividere il dolore per la scomparsa di una persona che lascia un grande vuoto in tutti e tutte noi.


Contributo didattico e concorso di ammissione: un intervento di Stefano Salvia

Mi chiamo Stefano Salvia, sono stato allievo del Corso Ordinario della Classe di Lettere e Filosofia tra il 2000 e il 2005 (includendo anche la discussione della tesi di licenza in Discipline Filosofiche). Il mio percorso di formazione e ricerca mi ha portato ad occuparmi di storia e filosofia della scienza; attualmente sono anche docente di Filosofia e Storia al liceo e da circa 3 anni.

Un po’ stimolato, devo dire, dalla riforma del contributo didattico agli allievi trattata negli ultimi due numeri, ho deciso di condividere un paio di considerazioni sulla riforma, ma anche su altri aspetti che hanno visto in questi anni una trasformazione dentro la SNS. Sono spunti di riflessione che vorrei sottoporre alla nostra comunità, magari proprio in occasione del 17 ottobre.

1) Siamo sicuri che alla fine non fosse meglio, tutto sommato, che chiunque fosse allievo della Scuola beneficiasse dello stesso trattamento (rimborso tasse, contributo didattico, mensa, alloggio, borse di soggiorno-studio/scambio) a parità di obblighi, indipendentemente dalla condizione socio-economica di provenienza? Questo non metteva al centro esclusivamente il merito, annullando almeno tra le mura della Scuola ogni altra distinzione?

2) Aver introdotto una fasciazione ISEE nel contributo didattico, con l’obiettivo di farne uno strumento perequativo, redistributivo e progressivo, non rischia paradossalmente di operare una selezione economica alla rovescia tra gli allievi, penalizzando chi appartiene a una fascia alta di reddito come se questo in sé fosse un “demerito”? I numeri della Scuola sono comunque piccoli, e a meno di non assicurarsi consistenti fondi aggiuntivi, una rimodulazione per fasce ISEE del contributo la si può finanziare solo rinunciando al rimborso tasse, o meglio includendolo nel contributo medesimo (ma le tasse UniPi aumenteranno, e in ogni caso rappresenterebbero una quota importante del contributo).

3) Anche volendo modulare il contributo in base all’ISEE universitario degli allievi, concordo con la posizione dell’Assemblea Generale: il rimborso tasse deve essere escluso dal contributo e deve riguardare indistintamente tutti i normalisti per merito, perché avendo superato le prove di ammissione ed essendo entrati a far parte della nostra comunità se lo sono meritato. Questa dovrebbe essere la base comune, insieme all’alloggio e alla mensa gratuiti (altrimenti perché non “fasciare” anche questi servizi, come già fa UniPI con una logica però diversa da quella di una scuola d’eccellenza?). Non trovo negoziabile questo principio meritocratico, se il Direttore è animato da intenzioni redistributive sul contributo didattico (e solo su quello) allora a lui (e alla Scuola) l’onere di reperire risorse aggiuntive per affiancare al rimborso tasse totale un contributo progressivo. Non è giusto chiedere ai normalisti più abbienti, ma pur sempre normalisti come quelli non abbienti, di andare in passivo ed essere penalizzati.

4) Ero inizialmente perplesso sulla riforma degli esami di ammissione, rispetto ai “miei tempi” (3 scritti e 3 orali, di cui Italiano scritto obbligatorio per tutti nella Classe di Lettere e Filosofia, media dell’8 tra tutte le prove per essere idonei). Confesso che la mia prima reazione è stata: “dunque chi ora fa solo 2 scritti e 2 orali (peraltro vincolati al percorso per cui concorre) e risulta idoneo con la media del 7 è ‘normalista allo stesso titolo’ di noi che abbiamo dovuto sostenere 6 prove dovendole superare con almeno 8/10 di media?” Capisco però che dal 3+2 in poi (sì, sono del 1980, sono un “vecchio ordinamento” precedente al meteorite Berlinguer-Zecchino che si è abbattuto sull’Università) siano cambiate molte cose (non necessariamente in meglio) e che sarebbe problematico oggi pensare di tornare indietro. Vorrei però avanzare un dubbio nel successivo punto 5.

5) Perché la soglia di idoneità per la Classe di Lettere e Filosofia (e solo per quella) dovrebbe essere di 70 (su 100?), mentre per le altre due classi dovrebbe essere di 60? Almeno che si ripristini la già abbassata “media del 7” tra tutte le prove scritte e orali di tutte le classi. Perché poi alle prove scritte della Classe di Scienze Sociali è assegnata una durata massima di 4 ore, a fronte delle tradizionali 6 ore per le altre due classi? Trovo ingiuste e ingiustificate queste disparità, tali per cui in definitiva “non si è normalisti allo stesso modo/titolo”. Quindi, se proprio non si può tornare ai 3 scritti e ai 3 orali “gentiliani” del secolo scorso con addirittura 8/10 di media di idoneità, almeno si mantenga per tutti la soglia dei 70 punti e la durata massima di 6 ore delle prove scritte.

Mi permetto una provocazione: nel napoleonico sistema delle Grandes Ecoles francesi da cui in teoria deriveremmo, chi esce dalla Normale lo fa con il “diritto acquisito” ad entrare come funzionario nell’amministrazione pubblica (potendo scegliere in quale ramo entrare rispetto al proprio profilo e alle posizioni disponibili, avendo comunque una “corsia preferenziale”...ma anche la possibilità di rinunciarvi).

Dal momento che la vera sperequazione di classe e di opportunità (legata soprattutto al capitale socio-relazionale familiare e di ceto, più che a quello puramente economico) torna a farsi sentire con prepotenza fuori dalle mura della Scuola, per cui lo stesso diploma di licenza in mano a un normalista che proviene dal ceto medio impiegatizio non apre le stesse porte e non garantisce le stesse opportunità quanto lo stesso titolo in mano a un normalista che proviene da un contesto alto-borghese (magari con docenti universitari in famiglia), forse non varrebbe la pena agire soprattutto sulla valorizzazione del titolo?

“Ai miei tempi” era puramente onorifico, non era equiparabile a nessun titolo formale rilasciato dal nostro sistema universitario. Le cose per fortuna sono cambiate, oggi il diploma è equiparato se non altro a un master (di I e II livello rispettivamente per il Corso Ordinario triennale e magistrale), anche nei concorsi pubblici.

La nostra Costituzione prevede che l’accesso a qualsiasi posizione nella PA avvenga per concorso, non ci possono essere “chiamate dirette per diritto acquisito” (ed è bene che sia così, per carità!), ma il punteggio aggiuntivo attribuito a un master è generalmente basso, troppo basso per l’investimento di tempo, energie, studio e primo contatto con la ricerca che la Normale richiede e giustamente pretende. In fondo i normalisti hanno superato un concorso di ammissione, sono già stati selezionati e completando il percorso di studi dentro la Scuola hanno dimostrato di esserselo meritato.

Mi batterei perché, almeno per le nuove generazioni, se proprio la cosa non può essere retroattiva, il diploma di licenza SNS valesse più di un semplice master (diciamo quanto una laurea magistrale per il diploma di I livello e quanto una scuola di specializzazione per quello di II livello, in modo da preservare il valore del dottorato di ricerca come massimo titolo rilasciato dal nostro sistema universitario, semmai attribuendo un punteggio aggiuntivo al Perfezionamento rispetto al “semplice” dottorato).

La reunion non sarà evidentemente l'Assemblea Generale, il luogo deputato in senso stretto alla discussione sull'assetto della Scuola. Tuttavia se anche da quell'evento e da altri interventi sul Chiostro si riuscisse a portare in Assemblea un dibattito su questi temi, aprendo un confronto con il Direttivo, sarebbe già importante.

Ringrazio di cuore Stefano per il suo contributo e per aver lanciato il dibattito. So che tra i miei lettori ci sono anche professori e studenti coinvolti nell’organizzazione dei concorsi di ammissione e nella politica interna della Scuola: se volete dire la vostra, sapete come contattarmi.


Notizie da Pisa (e Firenze)

Sono alla ricerca di nuovi/e inviati/e speciali da Pisa (o da Firenze) per “il Chiostro”, idealmente allievi/e ordinari/ie. Segnalateci eventi significativi o a cui volete dare spazio!

  • Un nuovo workshop, organizzato da studenti e studentesse di Scuola Normale Superiore, Scuola Superiore Sant’Anna, Istituto Universitario Europeo, Bocconi, LUISS e Ca’ Foscari, esplora per tutto il mese di luglio (un incontro a settimana) come le trasformazioni del capitalismo, della società civile e delle istituzioni democratiche abbiano alimentato progetti politici autoritari, populisti e reazionari. Attraverso opere classiche e contemporanee, ogni incontro alterna un’introduzione alle letture e una discussione collettiva in stile seminariale. Tra gli ospiti: Sheri Berman (Columbia University), Dylan Riley (UC Berkeley) e il giornalista John Ganz. Gli incontri si terranno in inglese. Per partecipare, compila il modulo di iscrizione: link.

  • Questo mese ci hanno lasciati il Prof. Antonino Cattaneo, professore ordinario di biologia, e il Prof. Carlo Ginzburg, professore emerito di storia delle culture europee. Sentite condoglianze a tutte e tutti coloro le cui vite si sono incrociate con le loro e li ricordano con affetto.

  • Sono aperte le iscrizioni ai concorsi di ammissione per il corso ordinario. La scadenza per la presentazione delle domande è il 30 luglio p.v. link


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Il Chiostro è una newsletter di informazione dell’Associazione Normalisti. Alla realizzazione di questo numero hanno collaborato: Cristina Concetti, Ottavia Vitaloni, Laura Costantin, Raffaele Sarnataro, Stefano Salvia, Francesca Filippi, Antonio Lombardi.

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