La scomparsa di Carlo Ginzburg

Pubblicato il 17 giugno 2026
La scomparsa di Carlo Ginzburg
 
La Scuola Normale condivide con tutta la comunità la triste notizia della scomparsa di Carlo Ginzburg, nostro professore emerito e docente di Storia delle Culture Europee, avvenuta la scorsa notte.
 
Figlio dell'intellettuale antifascista Leone Ginzburg e della scrittrice Natalia Levi in Ginzburg e al Warburg Insitute è stato allievo della Scuola dal 1957 (corso ordinario e perfezionamento) e si è laureato in Storia Moderna all’Università di Pisa. Ha insegnato, oltre che alla SNS, all’Università di Bologna, all’Università di Lecce, all’UCLA (University of California at Los Angeles). Si è occupato di storia della stregoneria, di storia della cultura popolare, di storia dell’eresia, lavorando su processi inquisitoriali del ‘500 e ‘600; di storia delle immagini; di storia delle idee, e in particolare di storia del pensiero politico; di metodo storico. I suoi libri sono tradotti in più di venti lingue. Ha ricevuto vari premi (tra cui il Prix Aby Warburg nel 1992 il Premio Feltrinelli dell'Accademia dei Lincei per le scienze storiche nel 2005 e il Premio Balzan nel 2010. Socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei,  è’ membro di varie accademie. 
Tra i suoi studi più importanti ricordiamo, senza presunzione di completezza: Il nicodemismo. Simulazione e dissimulazione religiosa nell'Europa del Cinquecento (1970), Il formaggio e i vermi. Il cosmo di un mugnaio del '500 (1976), Indagini su Piero. Il «Battesimo», il ciclo di Arezzo, la «Flagellazione» di Urbino (1981), Miti emblemi spie. Morfologia e storia (1986), Storia notturna. Una decifrazione del sabba (1989), Il giudice e lo storico. Considerazioni in margine al processo Sofri (1991), Il filo e le tracce. Vero falso finto (2006), Paura reverenza terrore. Cinque saggi di iconografia politica (2015). 
 
Chi ha avuto il dono e il privilegio di conoscerlo, ho avuto il dono di trovare strettamente uniti e dialoganti lo spessore intellettuale e il valore etico e civile di un intellettuale a tutto tondo, che ha lasciato un segno indelebile negli studi storici e nel fare della storia uno strumento di lettura critica e di metodo non solo del passato ma anche del presente.
 
A lui va tutta la gratitudine della Scuola per averla scelta come tappa conclusiva di un percorso accademico che proprio qui aveva trovato origine. Alla famiglia, alle figlie e ai suoi allievi e allieve e amici le nostre più sentite condoglianze.